
Quasi quindici chilometri attorno al Sass de Putia, la cima solitaria che segna il confine settentrionale delle Dolomiti. Pascoli, forcelle ventose, mughete e malghe in attività, con una vista che dalle Odle e dal Sella arriva fino alle Alpi Aurine e alla Zillertal.
Il Sass de Putia, in tedesco Peitlerkofel, è una montagna isolata: si alza da sola a 2.875 metri all'estremità nord del massiccio dolomitico, senza gruppi vicini che ne interrompano il profilo, ed è per questo uno dei punti di vista più completi delle Alpi orientali. L'anello che la circonda parte dal Passo delle Erbe, valico a 1.987 metri fra la Val Badia e la Valle Isarco, e si sviluppa per quasi quindici chilometri attraversando ambienti che cambiano continuamente: pascoli, mughete, ghiaioni, radure di larici e ampi pianori erbosi.
Partendo in senso antiorario si sale dolcemente verso la Forcella di Putia, a 2.357 metri, che è il punto più alto del giro e il suo spartiacque naturale. Da qui il panorama si apre su due mondi opposti: a meridione le Odle, il Puez e più lontano il Sella e la Marmolada; a settentrione le valli verdi dell'Isarco e, sullo sfondo, la catena delle Alpi Aurine e della Zillertal, spesso ancora innevata. La discesa sul versante settentrionale attraversa pascoli aperti dove si incontrano le malghe Munt de Fornella e Göma, entrambe attive nella stagione estiva.
La seconda metà dell'anello riporta verso il passo aggirando la montagna da est, con un lungo tratto di mezza costa fra mughete e boschetti di larice. Il dislivello complessivo è di seicentottanta metri, distribuito in modo relativamente uniforme, ma la lunghezza e i saliscendi rendono l'itinerario impegnativo: cinque ore e venti di cammino effettivo, che con la sosta in malga diventano sette. Chi vuole aggiungere la salita alla vetta del Sass de Putia deve mettere in conto altre tre ore e un tratto attrezzato che richiede kit da ferrata e passo sicuro. Per chi si accontenta dell'anello, invece, il giro resta uno degli itinerari più completi delle Dolomiti settentrionali, e uno dei pochi in cui si cammina per ore senza incrociare un impianto di risalita.
Partenza
Passo delle Erbe (1.987 m)
Periodo consigliato
Metà giugno – metà ottobre
Dall'hotel
Un'ora e cinquantacinque minuti di auto dall'hotel, risalendo la Val Badia fino a San Martino in Badia e proseguendo con la strada di montagna che sale al Passo delle Erbe. La salita finale è stretta e con tornanti serrati.
Le tappe
- Passo delle Erbe (1.987 m)
Valico fra Val Badia e Valle Isarco, con parcheggio e ristoro, punto di partenza e arrivo.
- Salita ai pascoli meridionali
Primo tratto in ambiente aperto con vista sulle Odle e sul gruppo del Puez.
- Forcella di Putia (2.357 m)
Quota massima dell'anello e spartiacque: il panorama cambia completamente.
- Malga Munt de Fornella
Malga sul versante settentrionale, con vista sulle Alpi Aurine e sulla Zillertal.
- Malga Göma
Seconda malga del giro, tradizionale punto di sosta per il pranzo.
- Traverso orientale fra le mughete
Lungo tratto di mezza costa che riporta verso il passo chiudendo l'anello.
Quattro consigli
Calcolare bene la giornata
Quasi quindici chilometri e cinque ore e venti di cammino effettivo richiedono una partenza entro le otto e mezza. La strada del Passo delle Erbe è stretta e non si percorre volentieri al buio.
La vetta è un'altra cosa
La salita alla cima del Sass de Putia comporta un tratto attrezzato ed esposto: serve kit da ferrata completo e almeno tre ore aggiuntive. Non improvvisarla in giornata dopo l'anello.
Vento e temperatura alla forcella
La Forcella di Putia è un valico ventoso e la temperatura vi scende bruscamente. Portare un guscio e un berretto anche nelle giornate estive più calde.
Chiusura del passo
La strada del Passo delle Erbe è chiusa al traffico motorizzato in alcune ore del giorno nei mesi estivi, per ridurre l'affluenza. Verificare gli orari alla reception prima di partire.
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