
Sleddog
Dodici husky, una slitta e il silenzio che arriva dopo il via
Un'esperienza di conduzione della muta insieme a un musher professionista, sui percorsi innevati dell'Alpe di Ciamp. Prima l'incontro con i cani nel loro campo, poi la corsa: caotica alla partenza, silenziosa dopo pochi metri.
La parte più memorabile dello sleddog è quella prima della partenza. Al campo di Pian dei Mughi la muta capisce che si esce e comincia a urlare, saltare, tendere le linee: dodici husky siberiani che tirano tutti insieme contro l'ancora piantata nella neve. Poi il musher scioglie il freno e nel giro di venti metri arriva un silenzio quasi irreale, rotto solo dal respiro dei cani e dal fruscio dei pattini. Si sta in piedi sulla slitta, con i piedi divaricati sui pattini, il corpo inclinato all'interno delle curve e la mano pronta al freno: la conduzione è fisica, richiede attenzione costante, e restituisce un rapporto diretto con gli animali che nessuna descrizione anticipa.
Il percorso si sviluppa sull'altopiano dell'Alpe di Ciamp, dodici chilometri di anello su neve battuta con pendenze dolci: si attraversa un lariceto rado, si costeggia il pianoro dove d'estate pascolano le vacche della Malga Larice e si arriva a un punto panoramico sul Vallone di Sorela, con le Pale di San Martino all'orizzonte. A metà anello si sosta per far riposare e reidratare i cani — regola non negoziabile — e il musher racconta come si compone una muta: i due leader davanti, gli swing dietro di loro, i wheel dogs più robusti attaccati alla slitta. I bambini dai sei anni viaggiano seduti nel cesto, coperti da una pelliccia sintetica.
Il Mountain Desk lavora con un musher che vive nella valle tutto l'anno e alleva i propri cani, visitabili anche d'estate. Ogni uscita prevede un numero limitato di corse per muta, calibrato su temperatura e stato della neve: quando il termometro sale sopra i cinque gradi l'attività viene sospesa, perché correre col caldo per un husky è faticoso e rischioso. Dopo la corsa si resta al campo per la parte che i bambini ricordano di più, ovvero aiutare a togliere le imbragature e ricompensare i cani. Il rientro in hotel è con navetta privata.
Stagione
Fine dicembre – inizio marzo
Durata
Mezza giornata, 3 ore circa
Difficoltà
Facile
Gruppo
Massimo 6 persone per turno
Ritrovo
Navetta dall'hotel al campo di Pian dei Mughi, ore 9:00 o ore 14:00
Quota
€ 180 a persona per la conduzione; € 90 per i bambini nel cesto
L'attività viene sospesa con temperature superiori ai cinque gradi o con pioggia, nel rispetto del benessere degli animali. Chi conduce deve avere almeno sedici anni; i bambini dai sei viaggiano come passeggeri.
Cosa comprende
- 01Musher professionista e muta di husky siberiani
- 02Introduzione alla conduzione e alla cura dei cani
- 03Slitta con pelliccia e coperta per i passeggeri
- 04Sosta con bevanda calda al campo
- 05Navetta privata da e per l'hotel
Cosa portare
- 01Scarponi doposci con suola antiscivolo
- 02Guanti impermeabili, indispensabili per il freno
- 03Berretto e occhiali, la neve sollevata arriva in faccia
- 04Abbigliamento che possa sporcarsi
Tre consigli
Non lasciate mai la slitta
È la sola regola che conta: se cadete, tenete la slitta. Una muta libera corre per chilometri e recuperarla è complicato per tutti.
Guanti, non manopole
Serve sensibilità sulla leva del freno e sull'ancora. Un guanto impermeabile sottile funziona molto meglio di una manopola imbottita.
Turno del mattino d'inverno
Con neve fredda i cani corrono meglio e più a lungo. Se la giornata è mite, prenotate le 9 e non il pomeriggio.

Prenotate sleddog.
Il Mountain Desk è aperto tutti i giorni dalle 7:30 alle 19. Si prenota il giorno prima; se il meteo cambia, si annulla senza penali.


