Flora e fauna.
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Flora e fauna.

Cosa cresce e cosa si muove sopra i milleduecento metri, e a che ora del giorno conviene mettersi ad aspettare.

Il suolo dolomitico è basico, poroso e drena l'acqua in fretta: condizioni difficili, che hanno selezionato una flora specializzata e sorprendentemente ricca. Nel solo territorio del bene UNESCO si contano oltre milletrecento specie vascolari, con una concentrazione di endemismi fra le più alte delle Alpi: piante che non esistono in nessun altro luogo del pianeta, sopravvissute alle glaciazioni sulle cime rimaste emerse sopra i ghiacci, i cosiddetti nunatak. Dalla quota dell'hotel, millequattrocentottanta metri, si attraversano in poche ore di cammino tre fasce vegetazionali complete: il bosco misto di abete rosso e faggio, la fascia del larice e del cirmolo, e infine la prateria alpina oltre il limite degli alberi.

La fauna segue le stesse fasce. Sopra i duemila metri vivono camosci, marmotte e pernici bianche; nella cintura dei boschi si muovono cervi, caprioli, galli cedroni e picchi neri; il cielo appartiene all'aquila reale e, dal 2000, di nuovo al gipeto, reintrodotto nelle Alpi dopo un secolo di estinzione. Osservare significa quasi sempre alzarsi presto: le prime due ore dopo l'alba e l'ultima prima del buio concentrano gran parte dell'attività animale. Un binocolo dieci per quarantadue è più utile di qualsiasi teleobiettivo, e la regola vale sempre: si guarda da lontano, non ci si avvicina, e non si insegue mai un animale.

1.700 – 3.000 m

Stella alpina

Leontopodium alpinum

Il fiore simbolo delle Alpi: le brattee bianche e feltrose non sono petali ma foglie modificate, che proteggono i capolini dal freddo e dalla radiazione ultravioletta. Protetta ovunque, si osserva ma non si raccoglie.

1.400 – 2.800 m

Genziana di Koch

Gentiana acaulis

La grande genziana blu a corolla singola che apre i pascoli in maggio e giugno. Il blu profondo del calice si chiude alla prima ombra e si riapre al sole: un meccanismo che protegge il polline dall'umidità.

1.000 – 2.200 m

Genziana maggiore

Gentiana lutea

Alta fino a un metro e mezzo, con fiori gialli disposti a verticilli lungo il fusto. È la genziana da radice, alla base di amari e distillati; la raccolta è regolamentata e riservata a chi possiede autorizzazione.

1.200 – 2.400 m

Rododendro cigliato

Rhododendron hirsutum

A differenza del cugino ferrugineo predilige i suoli calcarei, ed è quindi il rododendro tipicamente dolomitico. Fiorisce in giugno e luglio in cuscini rosa acceso ai margini delle mughete e sui ghiaioni stabilizzati.

900 – 2.400 m

Arnica montana

Arnica montana

Capolini gialli e arruffati su prati magri e acidificati. Dai suoi fiori si ricava da secoli la tintura usata contro contusioni e traumi; è in regresso in tutta Europa per l'abbandono dello sfalcio tradizionale.

1.900 – 2.900 m

Papavero alpino

Papaver rhaeticum

Petali gialli sottilissimi che sembrano carta velina, su steli pelosi ancorati alla ghiaia mobile. È una delle poche piante capaci di colonizzare i ghiaioni attivi, dove le radici si allungano anche di un metro.

1.600 – 2.700 m

Nigritella comune

Gymnadenia rhellicani

Piccola orchidea alpina dall'infiorescenza rosso scuro, quasi nera, con un intenso profumo di vaniglia percepibile a distanza. Fiorisce in luglio sui pascoli magri e non tollera concimazioni.

500 – 2.000 m

Raponzolo di roccia

Physoplexis comosa

Endemismo delle Prealpi e delle Dolomiti, con fiori a fiaschetta violacea riuniti a capolino. Cresce solo nelle fessure verticali delle pareti calcaree in ombra, ed è una delle piante più ricercate dai botanici alpini.

700 – 2.400 m

Campanula di Moretti

Campanula morettiana

Endemismo esclusivo delle Dolomiti, minuscolo e strettamente rupicolo: pochi centimetri di foglie cuoriformi e una campanula violetta sproporzionata. Fiorisce ad agosto nelle fessure delle pareti verticali.

2.000 – 3.300 m

Silene acaule

Silene acaulis

Forma cuscini emisferici compattissimi che possono avere oltre cent'anni e alzano di qualche grado la temperatura interna rispetto all'aria. In luglio si copre di minuscoli fiori rosa fino a scomparire.

1.500 – 2.500 m

Pino cembro

Pinus cembra

Il cirmolo, albero simbolo della fascia sommitale del bosco, dal legno tenero e profumato usato per stube e mobili. Vive fino a mille anni e dipende dalla nocciolaia, che ne disperde e interra i semi.

1.200 – 2.400 m

Larice

Larix decidua

Unica conifera europea a perdere gli aghi in inverno: è la ragione per cui a fine ottobre i versanti dolomitici diventano dorati. Il suo legno resinoso e imputrescibile è quello dei masi e delle scandole.

Avvistamento

Aquila reale

Aquila chrysaetos

Apertura alare fino a due metri e venti. Ogni coppia difende un territorio di cinquanta o sessanta chilometri quadrati e utilizza più nidi a rotazione. Si riconosce in volo dalle ali tenute a V leggerissima.

Tutto l'anno, in volo veleggiato sopra le pareti a metà mattina

Avvistamento

Gipeto

Gypaetus barbatus

L'avvoltoio degli agnelli, estinto sulle Alpi nel 1913 e reintrodotto dal 1986. Si nutre quasi esclusivamente di ossa, che frantuma lasciandole cadere sulle rocce. Apertura alare di quasi tre metri.

Tutto l'anno; avvistamenti regolari sopra Fanes e le Dolomiti Bellunesi

Avvistamento

Camoscio alpino

Rupicapra rupicapra

Il più diffuso ungulato dolomitico, riconoscibile dalle corna uncinate presenti in entrambi i sessi. D'estate le femmine formano branchi con i piccoli, mentre i maschi adulti restano solitari fino agli amori di novembre.

Tutto l'anno, sopra i 1.800 m; in inverno scende nei boschi

Avvistamento

Stambecco delle Alpi

Capra ibex

Salvato dall'estinzione da un unico nucleo del Gran Paradiso, è stato reintrodotto sulle Dolomiti a partire dagli anni Settanta. I maschi portano corna che superano il metro e sfidano la gravità sulle dighe e sulle pareti.

Estate, sulle creste sopra i 2.500 m; Marmolada e Fanes

Avvistamento

Marmotta

Marmota marmota

Vive in colonie familiari dentro sistemi di gallerie e trascorre in ibernazione oltre sei mesi l'anno. Il fischio d'allarme, modulato in base al tipo di predatore, è il suono estivo più caratteristico delle praterie alpine.

Da metà aprile a ottobre, nei pascoli fra 1.800 e 2.500 m

Avvistamento

Cervo

Cervus elaphus

Il più grande ungulato delle Dolomiti: un maschio adulto supera i duecento chili. Il palco cade e ricresce ogni anno. In settembre e ottobre i maschi bramiscono per contendersi gli harem, e il verso si sente a chilometri.

Alba e tramonto ai margini del bosco; bramito da metà settembre

Avvistamento

Capriolo

Capreolus capreolus

Molto più piccolo e schivo del cervo, si muove per lo più in solitaria o in piccoli gruppi familiari. È l'ungulato che si incontra più spesso lungo le strade forestali nelle prime ore del giorno e nell'ultima luce.

Tutto l'anno, radure e margini boschivi fino a 1.800 m

Avvistamento

Gallo cedrone

Tetrao urogallus

Il più grande tetraonide europeo, con i maschi che raggiungono i cinque chili. In aprile si riunisce in arene di canto dove i maschi si esibiscono all'alba. Specie estremamente sensibile al disturbo: le arene non vanno avvicinate.

Primavera, in vecchi boschi di conifere con sottobosco di mirtillo

Avvistamento

Pernice bianca

Lagopus muta

Cambia livrea tre volte l'anno per restare mimetica su neve, roccia e vegetazione. Relitto glaciale, vive oltre il limite degli alberi ed è fra le specie più minacciate dal riscaldamento del clima alpino.

Tutto l'anno, sopra i 2.200 m su creste e pietraie

Avvistamento

Picchio nero

Dryocopus martius

Grande come una cornacchia, nero con la calotta rossa. Scava cavità profonde nei vecchi tronchi che, una volta abbandonate, ospitano civette, allocchi e ghiri: è una specie chiave per l'intero ecosistema forestale.

Tutto l'anno; il tambureggiare si sente da febbraio nelle faggete e peccete

Avvistamento

Ermellino

Mustela erminea

Mustelide agilissimo, bruno d'estate e candido d'inverno tranne la punta nera della coda. Caccia arvicole e topi anche sotto la neve, muovendosi nei corridoi che i roditori scavano fra il manto e il terreno.

Tutto l'anno; più facile d'inverno sulle tracce nella neve fresca

Avvistamento

Volpe rossa

Vulpes vulpes

Il carnivoro più adattabile delle Alpi, presente dal fondovalle fino ai duemilacinquecento metri. In inverno si osserva il caratteristico salto verticale con cui piomba sulla preda individuata a udito sotto la neve.

Tutto l'anno, soprattutto al crepuscolo lungo i margini dei pascoli

Avvistamento

Scoiattolo rosso

Sciurus vulgaris

Nelle peccete dolomitiche presenta spesso una livrea molto scura, quasi nera, con la coda più chiara. Non va in letargo vero: nelle giornate fredde riduce l'attività e vive delle riserve di semi interrate in autunno.

Tutto l'anno, nei boschi di conifere anche vicino all'hotel

Avvistamento

Salamandra alpina

Salamandra atra

Nera lucida, lunga una decina di centimetri, è uno dei pochi anfibi al mondo completamente vivipari: partorisce uno o due piccoli già formati dopo una gestazione che in quota può durare tre anni.

Dopo la pioggia estiva, su sentieri umidi fra 800 e 2.000 m

Nessuna specie corrisponde alla ricerca.
Il tuo soggiorno

Uscite all'alba con il guardacaccia.

Due mattine a settimana, partenza alle 5:30 con binocoli e cannocchiale. Camosci quasi garantiti, cervi in settembre, aquila reale con un po' di fortuna.

Le attività guidate