
Freeride e fuoripista
Trenta centimetri di fresca e una traccia ancora da disegnare
Giornate di fuoripista accompagnate da guida alpina fra i canali del Sass da Mur e i boschi radi di Val Fredda, con risalita in impianto e un breve tratto a piedi. Sicurezza, lettura del pendio e sciata in neve profonda.
Il freeride non è sciare fuori dai pali: è scegliere. La giornata comincia alle otto con il bollettino aperto sul tavolo e la guida che indica esposizioni, quote critiche e strati deboli, poi si sale con la funivia del Sass da Mur mentre la cabina si riempie di zaini con la pala fuori. Dalla stazione di monte bastano dieci minuti a piedi in cresta per uscire dal comprensorio: sotto, un pendio nord vergine, con la neve che il vento ha lasciato asciutta e leggera. Si scende uno alla volta, con punti di raccolta stabiliti a voce prima di partire, e ci si aspetta al riparo di un dosso.
Le linee della Val Dolomi si adattano alle condizioni. Con neve fresca abbondante e visibilità scarsa si va nei boschi radi di Val Fredda, dove i larici distanziati danno contrasto e ombra e la neve resta protetta dal sole. Con manto assestato e cielo terso si sale ai canali sotto la Forcella dei Camosci, cinquecento metri di pendenza costante che sfociano su un conoide amplissimo. La linea più ambita resta il vallone est del Sass da Mur, che si percorre solo dopo tre giorni di stabilità e termina esattamente all'arrivo della seggiovia, senza portage. Il consumo di gambe è reale: raramente si superano le sei discese.
L'hotel mette a disposizione sci larghi da 106 millimetri al centro con attacchi ibridi, airbag da valanga e radio per il gruppo. Il rapporto è di massimo quattro ospiti per guida, e non è negoziabile. Il Mountain Desk registra ogni mattina l'itinerario previsto e l'orario di rientro; chi resta in hotel sa sempre dove siete. Nelle giornate migliori la cucina prepara un pranzo caldo in thermos da consumare al sole della Malga Larice, e la spa riserva due lettini nella zona silenzio per il rientro, di solito verso le quattro.
Stagione
Gennaio – marzo
Durata
Giornata intera, ore 8:00 – 16:00
Difficoltà
Per esperti
Gruppo
Massimo 4 persone per guida
Ritrovo
Ski room dell'hotel, ore 8:00
Quota
€ 480 per la guida fino a 4 persone; € 1.200 per la giornata in elicottero sul ghiacciaio
Richiesta padronanza sicura di piste nere e precedente esperienza in neve non battuta. L'attività può essere sospesa in qualsiasi momento per decisione della guida: la valutazione del pericolo valanghe prevale su ogni programma.
Cosa comprende
- 01Guida alpina UIAGM e briefing sul manto nevoso
- 02ARTVA, pala, sonda e zaino airbag
- 03Sci freeride di ultima generazione
- 04Radio ricetrasmittente per il gruppo
- 05Pranzo caldo in thermos preparato dalla cucina
Cosa portare
- 01Casco proprio, se lo avete
- 02Maschera con lente intercambiabile
- 03Guanti impermeabili di ricambio
- 04Occhiali da sole per il tratto a piedi in cresta
Tre consigli
Provate l'ARTVA sul serio
Dedicate venti minuti alla prova di ricerca prima della prima salita. Trovare un apparecchio sepolto in campo è diverso dal simularlo in piano.
Fotografie in salita, non in discesa
Fermarsi a fotografare in mezzo a un pendio spezza la sequenza e ferma il gruppo. Scattate dai punti di raccolta, dove siete già al sicuro.
Un giro di riscaldamento su pista
La prima discesa in fresca con le gambe fredde è la più rischiosa. Una rossa battuta prima di uscire dal comprensorio prepara meglio di qualsiasi stretching.

Prenotate freeride e fuoripista.
Il Mountain Desk è aperto tutti i giorni dalle 7:30 alle 19. Si prenota il giorno prima; se il meteo cambia, si annulla senza penali.


