
Eventi in hotel.
Concerti, degustazioni, notti al telescopio, laboratori e grandi appuntamenti stagionali. Il calendario si aggiorna da solo: gli eventi trascorsi spariscono.
Cosa succede quassù
Quasi tutto è incluso per chi soggiorna. Alcune esperienze — le cene a quattro mani, le verticali in cantina, le sessioni private al telescopio — hanno una quota di partecipazione.
L'ultima neve: sci d'alpinismo all'alba sul Sasso Averta
Pelli di foca ai piedi prima che sorga il sole, seicento metri di dislivello sul versante nord e discesa sulla neve primaverile ancora compatta. Colazione calda al rientro in hotel, verso le dieci.
Asparagi bianchi e Nosiola: la cena di primavera
Cinque portate costruite intorno all'asparago della Piana Rotaliana, dal crudo marinato al risotto mantecato al burro d'alpeggio. Anna Weissteiner accosta a ogni piatto una Nosiola diversa, dal fermo al Vino Santo.
Il risveglio dei prati: erbe spontanee con l'erborista
Due ore di cammino lento fra tarassaco, silene e achillea, imparando a riconoscere ciò che si mangia e ciò che si guarda soltanto. Si torna con un mazzo raccolto e una tisana da comporre.
Concerto all'alba a Malga Larice
Si sale al buio con le lampade frontali per trovare un quartetto d'archi già accordato sul pascolo. Il primo movimento comincia quando la luce tocca le cime; poi latte appena munto e pane nero.
Yoga all'alba sulla terrazza panoramica
Un'ora di hatha lento rivolti a est, mentre la valle si scalda e le prime campane arrivano dal fondovalle. Tappetini e coperte di lana forniti; si chiude con un tè al pino mugo.
Notte di Saturno: gli anelli al telescopio
Saturno è in opposizione e mostra gli anelli nella loro apertura migliore. Al telescopio da quaranta centimetri si distinguono la divisione di Cassini e almeno quattro satelliti. Introduzione al planetario in caso di nubi.
Le Perseidi dalla terrazza dell'osservatorio
La notte di massimo dello sciame, con le luci spente in tutta la struttura e le sdraio orientate a nord-est. Coperte, tisane e un astronomo che racconta da dove arriva quella polvere di cometa.
Ferragosto alpino: pranzo di malga e giochi di paese
Tavolate all'aperto con polenta di Storo, formaggi d'alpeggio e carne alla brace, poi tiro alla fune, corsa nei sacchi e la banda del paese. Rientro in navetta nel primo pomeriggio.
La transumanza: il rientro delle mandrie da Malga Sorela
Le vacche scendono infiorate lungo la vecchia mulattiera, accompagnate dai malgari e dai campanacci. Si cammina con loro per cinque chilometri fino alla stalla di valle, dove si assaggia il formaggio dell'ultima caldaia.
Aperitivo al tramonto con l'arpa celtica
Un'arpista siede al bordo della terrazza mentre il sole scende dietro il Sasso Averta. Nel bicchiere Trentodoc e succo di mirtillo di quota, sul tagliere speck affumicato al ginepro e formaggi freschi.
La Via Lattea allo zenit: notte senza luna
Con la luna nuova la banda galattica attraversa il cielo da orizzonte a orizzonte. Binocoli montati su cavalletto per il Cigno e il Sagittario, poi al telescopio le nebulose Laguna e Omega.
Cena d'addio all'estate sul prato del Larice
Un'unica lunga tavola all'aperto, sei portate servite mentre cala il buio e le lanterne si accendono a una a una. Lo chef Ferrandi cucina davanti agli ospiti sulla brace di larice.
Ferrata del Camino Averta con le guide del Mountain Desk
Quattrocento metri di cavo su roccia compatta, difficoltà media, con due guide alpine ogni quattro partecipanti. Attrezzatura completa fornita dal Mountain Desk e rientro in hotel previsto per le sedici.
Verticale di Teroldego 1999-2019 in cantina
Sette annate dello stesso produttore aperte in sequenza, dal 1999 al 2019, per capire come il Teroldego invecchia. Anna Weissteiner guida l'assaggio; in chiusura formaggi stagionati e pane di segale.
Yoga all'alba sulla terrazza: verso l'equinozio
Sequenza di saluti al sole allungata per accompagnare le giornate che si accorciano, seguita da dieci minuti di respiro guidato. Al termine colazione leggera servita sulla terrazza stessa, senza fretta.
Osservazione del cielo profondo: l'ammasso di Ercole
Puntiamo M13, trecentomila stelle raccolte a venticinquemila anni luce da noi, e poi la nebulosa Anello nella Lira. Chi vuole prova a fotografare al fuoco diretto con la propria reflex.
Le mani di legno: incontro con l'ultimo intagliatore della valle
Sergio Delvai lavora il cirmolo da cinquant'anni e porta con sé sgorbie, sbozzi e maschere del Carnevale antico. Racconta come si sceglie un tronco e perché certe forme non si sono mai perse.
Caccia ai suoni nel giardino sensoriale
Bambini bendati a turno riconoscono acqua, ghiaia, foglie secche e campanelli disposti fra le aiuole. Si costruisce poi un piccolo strumento con legno di nocciolo e semi raccolti sul posto.
Weekend del bramito: i cervi della Val Dolomi
Tre giorni con un biologo faunistico fra appostamenti all'imbrunire, camminate silenziose e registrazioni sul campo. Il bramito dei maschi si sente per chilometri; si dorme in hotel e si cena tardi.
Equinozio d'autunno: quartetto d'archi nel Salone Larice
Programma costruito sull'idea di soglia: Haydn, Sostakovic e un brano contemporaneo scritto per queste montagne. Un'ora e dieci minuti senza intervallo, con un bicchiere di Trentodoc al termine.
Luna piena del raccolto al telescopio
La luna piena più vicina all'equinozio sorge presto e resta bassa: al telescopio si seguono i crateri lungo il bordo, dove le ombre sono ancora lunghissime. Si chiude nel planetario.
Funghi porcini: raccolta all'alba e cena a quattro portate
Si parte con un micologo autorizzato e i cesti di vimini dell'hotel; ciò che si trova viene pulito, pesato e portato in cucina. La sera Ferrandi ne ricava quattro portate.
Il bosco che cambia colore: laboratorio di foglie
Perché il larice ingiallisce e l'abete no. Un'ora di raccolta lungo i sentieri bassi e poi torchiatura delle foglie fra carta e presse di legno, per portarsi a casa un erbario.
Bagno di suono nella grotta di sale
Campane tibetane, gong e monocordo in un ambiente saturo di sale delle Alpi. Sessanta minuti sdraiati, senza fare nulla, mentre l'aria diventa progressivamente più facile da respirare.
La cacciagione secondo Ferrandi: capriolo, camoscio, cervo
Sei portate dedicate agli ungulati della valle, dalla tartare di capriolo al camoscio in salmì lungo tre giorni. In abbinamento Pinot Nero di montagna e una riserva di Marzemino.
Le Dolomiti di Dino Buzzati: lettura in Stube 1892
Un attore legge pagine di montagna di Buzzati accanto alla stufa in maiolica, alternandole a fotografie d'epoca proiettate sulla parete di legno. Si beve tè al ginepro e si sta stretti, come si deve.
Foliage in Val Sorela: passeggiata fotografica
Tre ore fra i lariceti nel momento esatto in cui virano all'oro, con un fotografo che spiega come misurare la luce in controsole. Percorso facile di quattro chilometri e molte soste.
Le Orionidi: polvere della cometa di Halley
Lo sciame è modesto ma le sue meteore sono le più veloci dell'anno. Si aspetta il sorgere di Orione dopo mezzanotte, distesi sulle sdraio, con brodo caldo e coperte di lana.
Vendemmia tardiva: verticale di Vino Santo trentino
Cinque annate di Vino Santo da uve Nosiola appassite fino a Pasqua, servite dalla più giovane alla più vecchia. Anna Weissteiner spiega perché qui l'appassimento dura sei mesi interi.
Zucche e lanterne nel giardino sensoriale
Ogni bambino intaglia la propria zucca e la lascia accesa lungo il sentiero delle erbe. Al buio si percorre il giardino illuminato solo da quelle, ascoltando una leggenda della valle.
Ognissanti: il cimitero di montagna e le sue storie
Passeggiata di quaranta minuti fino al piccolo cimitero di Val Dolomi, dove uno storico locale racconta le famiglie, le epigrafi in ladino e i nomi ricorrenti delle guide alpine.
Ritiro d'autunno: respiro, silenzio e acqua
Sei giorni con sveglia alle sei, pratiche di respiro, due trattamenti al giorno e pasti vegetali serviti in silenzio. Camminate pomeridiane nei boschi spogli e telefoni consegnati all'arrivo.
Il planetario si accende: viaggio nel Sistema Solare
Quaranta minuti di volo simulato dalla terrazza dell'hotel fino ai ghiacci di Encelado, commentati dal vivo. Adatto anche a chi non ha mai guardato dentro un telescopio in vita sua.
Il pane di segale: le mani nella madre
Si impasta con la madre che l'hotel tiene viva dal 1974, si aromatizza con finocchio selvatico e cumino, si cuoce nel forno a legna. Ognuno porta via la propria pagnotta e un pezzo di lievito.
Preparazione allo sci: test funzionale e allenamento
Un preparatore atletico misura equilibrio, forza degli arti inferiori e mobilità della caviglia, poi imposta una scheda di quattro settimane da portarsi a casa. Sessione individuale di cinquanta minuti.
Jazz in Stube: contrabbasso, chitarra e voce
Un trio suona standard degli anni Trenta a volume da salotto, senza amplificazione, davanti a trenta persone al massimo. Il Bar Cristallo serve cocktail all'abete e vecchie grappe di famiglia.
L'inverno che arriva: tracce di animali nella prima neve
Con la prima neve il bosco diventa leggibile: impronte di volpe, lepre variabile, capriolo e forse lince. Si impara a calcolare da quanto tempo è passato l'animale e dove stava andando.
Accensione dell'albero e vin brulé in terrazza
Il grande abete del cortile si accende alle diciotto in punto, con il coro parrocchiale che canta dal basso. Vin brulé, cioccolata e i primi biscotti usciti dalla cucina per tutti.
Cieli d'inverno: Orione sorge sul Sasso Averta
La Grande Nebulosa di Orione al telescopio mostra il Trapezio e i filamenti di gas. Si prosegue con le Pleiadi al binocolo e con Marte, se le condizioni del cielo lo consentono.
Mercatino d'Avvento nel cortile dell'hotel
Dodici casette di legno con artigiani della valle: intaglio, feltro, candele di cera d'api e formaggi d'alpeggio. Cucina all'aperto con canederli e strudel, banda e cori a rotazione.
Immacolata: laboratorio di biscotti allo zenzero
Formine, glassa colorata e un pasticciere che non perde mai la pazienza. Ogni bambino decora una dozzina di biscotti e li porta via in una scatola di latta da appendere all'albero.
Santa Lucia: la notte più buia e i racconti delle nonne
Nella tradizione della valle è Lucia a portare i doni, non Babbo Natale. Due anziane del paese raccontano come si aspettava l'asinello, fra candele accese, zelten e vino caldo.
Prima sciata: apertura degli impianti con la guida
Giornata inaugurale con neve fresca e piste appena battute. Un maestro accompagna il gruppo per riprendere confidenza, correggere la posizione e scegliere i pendii giusti per il primo giorno.
Cori di montagna: concerto dell'Avvento
Tre cori della valle si alternano su canti in italiano, ladino e tedesco, chiudendo tutti insieme con Stille Nacht a luci spente. Circa un'ora di musica, con tè caldo all'uscita.
Solstizio d'inverno: fiaccolata dai prati alla terrazza
Trecento fiaccole risalgono il pendio nel buio della notte più lunga, guidate dai maestri di sci. All'arrivo brindisi in terrazza e la lettura di poche righe sul ritorno della luce.
La Vigilia in Stube 1892: la cena delle sette portate magre
Il menù di magro della tradizione alpina reinterpretato da Ferrandi: trota affumicata, minestra d'orzo, baccalà, verdure d'inverno e zelten. Si finisce in tempo per la messa di mezzanotte.
Santo Stefano sulla neve: slittino e cioccolata
Due chilometri e mezzo di discesa su slitte di legno, risalita in seggiovia, quante volte si vuole. A metà pomeriggio cioccolata densa e krapfen nel rifugio a bordo pista.
Capodanno lungo: sei giorni fra neve, cantina e stelle
Un programma continuo dal 28 dicembre al 2 gennaio: sciate guidate ogni mattina, degustazioni in cantina, due serate all'osservatorio, la cena di gala del 31 e il brunch di Capodanno con concerto.
Sciata al chiaro di luna con cena in rifugio
Discesa sulla pista chiusa al pubblico, illuminata solo dalla luna e da poche torce, con due maestri in apertura e chiusura. Si cena al rifugio di metà pista e si rientra in gatto delle nevi.
San Silvestro al Larice: cena di gala e brindisi in terrazza
Otto portate dello chef Ferrandi, Champagne in magnum e orchestra da ballo nel Salone. A mezzanotte tutti in terrazza per i fuochi accesi sul crinale e la zuppa d'orzo della notte.
Capodanno: brunch di quota e concerto d'arpa
Buffet lungo tre ore, dai formaggi affinati alle uova alla piastra, con un'arpista che suona senza pause dalle undici alle due. Nessuna fretta: si arriva anche in accappatoio.
Costruire un igloo: pomeriggio nella neve
Con seghetti e stampi si tagliano i blocchi e si chiude la volta, capendo per quale motivo regge. L'igloo finito resta in piedi per giorni e la sera si illumina con una candela.
Epifania: la Befana arriva con gli sci
La Befana scende in notturna con la fiaccola e distribuisce calze di carbone dolce ai bambini in fondo alla pista. Segue merenda con frittelle di mele e cioccolata per tutti.
Il cielo d'inverno: le Iadi e le Pleiadi al telescopio
Due ammassi aperti vicinissimi e diversissimi, uno vecchio e sparso, l'altro giovane e azzurro. Al binocolo grande si vedono meglio che al telescopio: si prova con entrambi gli strumenti.
Canederli: tre impasti, tre brodi
Speck, formaggio grigio e spinaci: si impastano tutti e tre e si imparano le proporzioni che tengono insieme il pane raffermo. Si cena con quello che si è fatto, in brodo e al burro fuso.
Stage di sci: sei giorni con i maestri della Val Dolomi
Gruppi di quattro persone per livello, tre ore al mattino e video-analisi il pomeriggio. Si lavora su carving, neve dura e primi fuoripista, con test di sci diversi ogni giorno.
Ciaspolata al chiaro di luna con cena in malga
Cinque chilometri di salita dolce sotto la luna piena, senza frontali, con soste per ascoltare il bosco. In malga polenta, formaggio fuso e grappa; discesa in slittino per chi se la sente.
Le valanghe e la memoria: incontro con il soccorso alpino
I responsabili della stazione locale raccontano tre interventi reali e mostrano come si legge davvero un bollettino. Si prova l'ARTVA nel prato davanti all'hotel, con la neve vera.
Grappe e distillati di montagna: degustazione guidata
Otto distillati serviti al giusto grado: monovitigno di Teroldego, cirmolo, genziana e un'acquavite di mele cotogne del 1998. Si assaggia in bicchieri diversi per capire quanto conta la forma.
Il gallo forcello all'alba: appostamento con il guardiacaccia
Si entra nel capanno prima delle sei e si aspetta in silenzio assoluto che i maschi arrivino a cantare sull'arena. Nessuna garanzia, molta pazienza e una colazione calda al ritorno.
Candelora: la Luna e Giove in congiunzione
Nella stessa serata falce lunare e Giove a meno di due gradi, entrambi inquadrabili al binocolo. Al telescopio le bande gioviane e i quattro satelliti medicei, allineati come li vide Galileo.
Carnevale bianco: maschere di legno e gara di slittino
Si dipingono maschere di cirmolo sbozzate dall'intagliatore della valle, poi si scende in gara a coppie sulla pista corta. Premi in frittelle per tutti, senza classifiche troppo serie.
Bagno di fieno: il rito alpino nella spa
Venti minuti distesi su fieno di primo taglio fermentato a cinquanta gradi, avvolti nel lino, seguiti da impacco al mugo e un'ora di riposo nella sala del silenzio. Antico e sorprendentemente efficace.
Weekend degli innamorati: tre cene, tre altitudini
Venerdì in Stube con i piatti della tradizione, sabato in malga con arrivo in slitta trainata da cavalli, domenica sette portate al Larice. Trattamento di coppia in spa compreso.
San Valentino: violoncello a lume di candela
Le Suite di Bach suonate senza microfoni, con il salone illuminato da duecento candele e nessun applauso fino alla fine. Cinquanta posti soltanto, prenotazione obbligatoria alla reception.
Cascate di ghiaccio: battesimo con la piccozza
Giornata su una colata di quaranta metri a inclinazione progressiva, con due guide, corde fisse e tutta l'attrezzatura fornita. Non serve esperienza: serve non avere paura del freddo.
Il ladino della Val Dolomi: parole che stanno sparendo
Un linguista raccoglie da vent'anni i termini della neve, del bosco e della stalla. Ne presenta quaranta, con le registrazioni degli ultimi parlanti e la loro traduzione sempre approssimativa.
Cena a sei mani con lo chef ospite
Matteo Ferrandi cucina insieme a due colleghi arrivati per una sola sera, con un menù costruito in tre giorni di prove. Nove portate e cucina a vista dal bancone per dodici fortunati.
Il planetario per adulti: le costellazioni dei pastori
Prima di Tolomeo il cielo era diviso diversamente: qui si ricostruiscono le figure che i pastori alpini vedevano davvero, con i loro nomi dialettali. Quaranta minuti, poi vin brulé.
Yoga in spa: risveglio del corpo dopo l'inverno
Sequenza pensata per sciatori: apertura delle anche, allungamento della catena posteriore e mobilità toracica. Settantacinque minuti, si chiude a bordo vasca con dieci minuti di galleggiamento.
Sci d'alpinismo: salita al Passo delle Marmotte
Novecento metri di dislivello con partenza al buio, per essere in cima quando la neve è ancora dura e scendere sul firn perfetto delle nove. Guida alpina e ARTVA obbligatori, esperienza richiesta.
Mercurio alla massima elongazione: caccia al pianeta veloce
Mercurio è visibile solo poche sere l'anno e questa è una di quelle: basso sull'orizzonte occidentale, subito dopo il tramonto. Prima al binocolo, poi al telescopio, prima che sparisca.
L'ultima neve, il primo asparago: cena di soglia
Un menù che sta in mezzo alle stagioni: crema di rape e cumino, uovo e asparago verde, agnello di montagna e un dolce al rabarbaro appena spuntato. Cinque portate con abbinamento.
Ottoni sulla neve: concerto in quota a Malga Larice
Un quintetto di ottoni suona all'aperto sul terrazzo della malga, a 1.980 metri, mentre il pubblico ascolta con gli sci ancora ai piedi. Mezz'ora di musica, poi pranzo su prenotazione.
Tre giorni di sci d'alpinismo: traversata delle malghe
Tre tappe con pernottamento in hotel e trasferimenti, per un totale di 2.600 metri di dislivello. Itinerario adattato ogni mattina al bollettino valanghe, due guide alpine, gruppi da sei.
Equinozio di primavera: il disgelo del Torrente Averta
Il torrente riprende a correre e la gola si riempie di rumore. Camminata di due ore lungo le passerelle fino alla cascata, con un naturalista che spiega come la valanga cambia il bosco.
Vigilia di Pasqua: benedizione dei fuochi e cena in Stube
Al tramonto si accende il fuoco pasquale nel cortile, secondo un uso che qui non si è mai interrotto. Poi cena in Stube con capretto, erbe amare e la torta di pane della tradizione.
Pasqua al Larice: pranzo di festa e caccia alle uova
Sei portate di primavera con agnello e asparagi, mentre i bambini cercano trecento uova nascoste fra le aiuole del giardino sensoriale. Servizio dalle dodici e trenta, senza corse.
Lunedì dell'Angelo: pic-nic sul prato e giochi di legno
Cestini con torta salata, uova sode colorate e succo di sambuco, distribuiti sul pascolo appena liberato dalla neve. Tiro alla fune, trampoli e birilli di legno per tutto il pomeriggio.
Risveglio: massaggio con olio di pino mugo
Ottanta minuti di lavoro profondo su schiena e gambe con olio distillato a dieci chilometri da qui, preceduto da una doccia emozionale al ghiaccio. Consigliato dopo una lunga stagione di sci.
Il ritorno delle marmotte: appostamento sui pascoli alti
Escono dal letargo con quattro mesi di sonno addosso e si scaldano davanti alle tane. Con il cannocchiale e molta immobilità si osservano a cinquanta metri, mentre riprendono a fischiare.
Erbe di primavera: tarassaco, silene e ortica in cucina
Raccolta al mattino con l'erborista, pulizia e poi due ore in cucina con il sous chef: frittata di silene, risotto all'ortica, insalata di tarassaco e lardo. Si pranza con il raccolto.
Le Liridi: la pioggia di stelle di primavera
Lo sciame più antico mai documentato, osservato dai cinesi 2.700 anni fa. Poche meteore all'ora ma spesso brillanti, con la Lira alta a est. Sdraio, coperte e infuso di menta.
Weekend detox di primavera: acqua, erbe e cammino
Tre giorni con menù vegetale a basso apporto, due percorsi Kneipp al giorno, drenaggi linfatici e dodici chilometri complessivi a piedi. Colloquio iniziale con la nutrizionista compreso.
Il legno di risonanza: dagli abeti della Val Dolomi ai violini
Un liutaio spiega perché solo pochi abeti diventano tavole armoniche, mostra le sezioni, misura la velocità del suono nel legno e fa sentire la differenza. Porta con sé due strumenti finiti.
Aperitivo al tramonto con l'arpa: il primo della stagione
La terrazza riapre e l'arpa torna al suo angolo. Cocktail alle erbe di montagna, tartine di trota affumicata e un'ora di musica che finisce quando il sole tocca il crinale.
Prima uscita in e-bike: il giro dei tre ponti
Trentadue chilometri quasi tutti su ciclabile, con quattrocento metri di dislivello e tre ponti storici sull'Averta. Bici e caschi dal bike room, sosta caffè a metà percorso.
Nidi e uova: laboratorio di ornitologia per bambini
Si osservano le cassette nido installate sui larici con una telecamera collegata, si riconoscono cinque canti diversi e si costruisce una mangiatoia da portare a casa. Dai sei anni in su.
Il risveglio dei prati: crochi, genziane e primule
Nel giro di dieci giorni il pascolo passa dal marrone al bianco dei crochi. Passeggiata botanica di due ore con un naturalista, adatta a tutti, con lente d'ingrandimento in dotazione.
Asparagi bianchi e Nosiola: la cena di maggio
Cinque portate intorno all'asparago della Piana Rotaliana, dal crudo marinato al risotto mantecato al burro d'alpeggio, con Nosiola in tre versioni scelte da Anna Weissteiner.
Arrampicata in falesia: battesimo della roccia
Mezza giornata su vie di terzo e quarto grado, con la guida sempre da primo di cordata. Si impara a legarsi, a fare sicura e a fidarsi delle scarpette. Materiale interamente fornito.
La Chioma di Berenice: galassie dal telescopio
In primavera si guarda fuori dal piano galattico e si vedono altre galassie: nella Chioma se ne contano decine in un solo campo. Puntiamo anche il Sombrero e la coppia degli Occhi.
Yoga all'alba sulla terrazza panoramica
Un'ora di pratica lenta rivolti alle cime, con la valle ancora in ombra e le rondini che rientrano. Tappetini, coperte e tisana al termine; non è richiesta alcuna esperienza.
Toponomastica alpina: perché si chiama Val Dolomi
Nomi di malghe, forcelle e torrenti raccontano chi è passato di qui: latini, longobardi, pastori ladini e catasti austriaci. Un'ora con le mappe originali del 1858 aperte sul tavolo.
Le orchidee selvatiche della Val Dolomi
Diciannove specie censite in valle, otto delle quali fioriscono proprio in questa settimana. Camminata lenta di tre ore con un botanico, macchina fotografica consigliata, raccolta severamente vietata.
Trote del Torrente Averta: pesca e cucina
Mattinata di pesca a mosca con guida abilitata sul tratto no-kill riservato all'hotel; due capi trattenuti a testa finiscono in cucina, affumicati nel pomeriggio e serviti a cena.
Concerto all'alba a Malga Larice: quintetto di fiati
Si sale al buio con le frontali per essere seduti sul pascolo alle cinque e quaranta. Il quintetto attacca quando la luce tocca la parete; poi latte munto da un'ora e pane nero.
Festa della Repubblica: giochi di una volta sul prato
Corsa nei sacchi, tiro alla fune, trampoli, rubabandiera e una caccia al tesoro fra le aiuole del giardino sensoriale. Merenda con pane, burro d'alpeggio e marmellata di mirtilli.
Canyoning nella forra dell'Averta
Quattro ore fra calate su corda, tuffi e scivoli naturali nell'acqua a undici gradi. Muta, casco e imbrago forniti; serve saper nuotare e avere voglia di bagnarsi sul serio.
Le notti chiare di giugno: la Luna al terminatore
Nelle notti più corte dell'anno si guarda ciò che è luminoso: la Luna al primo quarto, con crateri e catene montuose in rilievo lungo la linea d'ombra. Ottima serata per fotografare.
Bagno di foresta nel bosco di larici
Tre ore per percorrere un chilometro, con esercizi di attenzione a suoni, odori e cortecce guidati da una conduttrice certificata. Si finisce distesi sul muschio, in silenzio, con tè di aghi.
Notte della musica: tre palchi, dal cortile alla terrazza
Dalle diciotto a mezzanotte si suona senza interruzione: fisarmonica e voce in cortile, trio jazz al Bar Cristallo, elettronica ambient in terrazza sotto le stelle. Si gira liberamente.
Solstizio d'estate: alba sul Sasso Averta
Partenza a notte fonda per essere in cima alle cinque e dieci, quando il sole spunta esattamente nell'intaglio della forcella. Due ore di salita, colazione in vetta, rientro per le nove.
Quattro giorni di fotografia alpina con un maestro ospite
Uscite all'alba e al tramonto, revisione collettiva degli scatti nel pomeriggio e una lezione serale su luce, composizione e stampa. Massimo dieci partecipanti, con reflex o mirrorless propria.
Il giardino sensoriale a piedi nudi
Centoventi metri di percorso fra ghiaia di fiume, corteccia, muschio, argilla e acqua corrente, da attraversare senza scarpe. Poi si riconoscono dieci erbe aromatiche a occhi chiusi.
Cena a sei mani: Ferrandi e due stelle ospiti
Tre cucine diverse in una sola sera, nove portate alternate senza rivelare chi ha fatto cosa fino alla fine. Cantina aperta da Anna Weissteiner con abbinamenti costruiti sul filo.
Via ferrata delle Aquile: giornata con le guide
Settecento metri di sviluppo su cresta esposta, difficoltà medio-alta, con panorama su tutta la Val Dolomi. Otto ore complessive, pranzo al sacco e kit da ferrata dal Mountain Desk.
Saturno al telescopio: gli anelli quasi di taglio
Quest'anno gli anelli si presentano molto chiusi e il pianeta sembra quasi nudo: un'occasione piuttosto rara. Si osservano anche Titano e, con un po' di pazienza, la sua ombra sul globo.
Aperitivo al tramonto con arpa e violino
Duo d'archi e corde pizzicate mentre il sole scende dietro il crinale. Nel bicchiere Trentodoc rosé e infusi freddi di fiori di sambuco raccolti a fondovalle la settimana prima.
Settimana del movimento: cinque giorni fra vette e spa
Ogni mattina un'uscita diversa - vetta, ferrata facile, bici, nuoto in lago, corsa in quota - e ogni pomeriggio recupero guidato in spa con massaggio sportivo. Test iniziale e finale compresi.
Le api di montagna: visita all'apiario e assaggio di mieli
Si apre un'arnia con maschera e affumicatore, si cerca la regina e si capisce come nasce un miele di rododendro. Assaggio finale di sei mieli, dal tarassaco alla melata d'abete.
La Grande Guerra in quota: camminata sui resti delle trincee
Sei chilometri lungo le postazioni austro-ungariche del 1916, con gallerie ancora percorribili e uno storico che legge sul posto le lettere dei soldati. Torcia e scarponi indispensabili.
Notte in tenda nel prato dell'hotel
Si montano le tende insieme, si cucina sul fuoco e si dorme fuori, a cinquanta metri dalla reception. Storie di montagna al buio e colazione in hotel al mattino per tutta la famiglia.
Alba in acqua: nuoto nella vasca esterna e colazione
Trentaquattro gradi nell'acqua, sette nell'aria, e il vapore che sale mentre la valle si illumina. Quaranta minuti di nuoto libero prima dell'apertura, poi colazione servita in accappatoio.
Traversata delle tre malghe: ventidue chilometri con le guide
Un anello lungo con 1.100 metri di dislivello, tre soste in malga e formaggi assaggiati sul posto. Passo tranquillo ma continuo, otto ore di cammino, rientro previsto per le sedici.
Concerto al tramonto sulla terrazza: chitarra e voce
Canzone d'autore italiana e brasiliana, due musicisti seduti e nessuna amplificazione oltre il necessario. Un'ora e un quarto, con il pubblico sparso fra le sdraio e i tavolini bassi.
Le Perseidi dalla terrazza dell'osservatorio
Notte di massimo con la luna favorevole: si spengono tutte le luci esterne dell'hotel e si conta insieme, ad alta voce, ogni scia. Sdraio, coperte, brodo caldo e nessuna fretta.
Ferragosto alpino: pranzo di malga e giochi di paese
Tavolate all'aperto con polenta di Storo, carne alla brace e formaggi d'alpeggio, poi tiro alla fune, corsa nei sacchi e la banda del paese fino a sera. Navetta ogni mezz'ora.
Weekend gastronomico: tre giorni sulle tracce del gusto alpino
Visita a un caseificio d'alpeggio, laboratorio di affumicatura, verticale in cantina e due cene dello chef. Si chiude la domenica con un pranzo sull'erba e i vini rimasti aperti.
Transumanza: il rientro delle mandrie da Malga Sorela
Le vacche scendono infiorate lungo la mulattiera fra campanacci e malgari in costume. Si cammina con loro fino alla stalla di valle, dove si assaggia il formaggio dell'ultima caldaia dell'estate.
Cinema sotto le stelle: proiezione sul prato
Schermo di dieci metri, sdraio, plaid e un film di montagna scelto ogni anno dal direttore. Popcorn al burro d'alpeggio e, a fine proiezione, un bicchiere di grappa al ginepro.
L'ultimo giorno d'estate: gara di aquiloni sul pascolo
Si costruiscono aquiloni con carta velina e stecche di nocciolo, poi si prova a farli volare dove il vento non manca mai. Premio simbolico a chi resta in aria più a lungo.
La Via Lattea sopra la Val Dolomi
Ultima finestra buona prima che il Sagittario tramonti troppo presto: nebulose Laguna, Trifida e Omega al telescopio, poi una lunga posa fotografica sull'arco galattico dalla terrazza.
Formaggi d'alpeggio: la stagionatura in cantina
Sei forme dello stesso caseificio, stagionate da tre mesi a quattro anni nella roccia a undici gradi costanti. Si assaggia in ordine crescente, con mieli, mostarde e un Marzemino.
Trail dei larici: diciotto chilometri fra le malghe
Corsa in montagna non competitiva con 900 metri di dislivello e due ristori in malga. Accompagnamento di un trail runner professionista, gruppi divisi per ritmo, doccia e spa al rientro.
Yoga all'alba sulla terrazza: saluto all'estate
Pratica lenta con l'aria già fredda al mattino e le cime che si accendono in cinque minuti. Coperte di lana, respiro guidato e tisana al termine, senza fretta di scendere a colazione.
Quattro giorni del bramito: i cervi in amore
Appostamenti serali e mattutini con un biologo faunistico, registratore direzionale e cannocchiali. Fra un'uscita e l'altra, lezioni sull'etologia del cervo e cene tarde al rientro in hotel.
Equinozio: pianoforte e voce nel Salone Larice
Liederistica tedesca e canzoni popolari alpine nello stesso programma, cucite insieme da un soprano e un pianoforte a mezza coda. Un'ora esatta, poi Trentodoc servito in terrazza.
Gli archivi della valle: mappe e catasti del 1892
L'anno in cui nacque la Stube è anche quello del catasto austriaco: mappe originali srotolate sul tavolo, con i confini dei masi e i nomi dei proprietari. Si cerca insieme dov'era l'hotel.
Il mulino ad acqua: farina, mani e merenda
Il mulino del 1830 macina ancora segale e mais. Si apre la roggia, si guarda girare la ruota, si insacca la propria farina e si fa merenda con pane caldo e burro d'alpeggio.
Uve e mosti: la vendemmia raccontata da Anna Weissteiner
Mosti in fermentazione portati su dalla valle, assaggiati accanto ai vini finiti nati dalle stesse uve. Si capisce cosa succede fra settembre e primavera, con le mani appiccicose.
Funghi: raccolta al mattino, cena la sera
Uscita con micologo autorizzato e cesti di vimini, permessi inclusi, poi controllo del raccolto e consegna in cucina. La sera Ferrandi costruisce quattro portate su ciò che è entrato.
Foliage: i larici che diventano oro
Tre ore di cammino facile nel momento esatto del viraggio, con un fotografo che spiega come lavorare in controluce. Quattro chilometri, molte soste e tè caldo a metà percorso.
Le Draconidi: uno sciame breve e capriccioso
Alcune annate regalano centinaia di meteore in un'ora, altre quasi nulla: si osserva subito dopo il tramonto, quando il Dragone è alto. Coperte, brodo caldo e un po' di fortuna.
Scrivere la montagna: laboratorio di una giornata
Mattina di cammino con il taccuino, pomeriggio di scrittura e lettura ad alta voce, con una scrittrice che lavora sul paesaggio da vent'anni. Dodici posti, nessuna esperienza richiesta.
Ultima uscita in bici: i colori del Passo Sorela
Quarantadue chilometri e novecento metri di dislivello in e-bike, fra lariceti già gialli e primi rovesci di neve in quota. Sosta pranzo al passo e rientro in discesa lunga.
Cacciagione: capriolo, camoscio e cervo
Sei portate sugli ungulati della valle, dalla tartare al salmì di tre giorni, con contorni di radici e frutti di bosco. In abbinamento Pinot Nero di montagna e una riserva di Marzemino.
Fisarmonica e canti di malga al Bar Cristallo
Repertorio di osteria e di stalla, cantato da chi lo ha imparato in casa e non sui libri. Si beve grappa alla ruta e chi conosce le parole canta insieme a loro.
Zucche, lanterne e leggende nel giardino sensoriale
Ogni bambino intaglia la propria zucca e la lascia accesa lungo il sentiero delle erbe. Al buio si percorre il giardino illuminato solo da quelle, ascoltando la leggenda del Salvanel.
Ognissanti: le storie del cimitero di montagna
Quaranta minuti di cammino fino al cimitero della valle, dove uno storico legge le epigrafi in ladino e racconta le famiglie di guide alpine che ricorrono di generazione in generazione.
Il planetario si accende: ai confini del Sistema Solare
Quaranta minuti di viaggio dalla terrazza dell'hotel fino alla nube di Oort, con commento dal vivo e qualche silenzio ben piazzato. Adatto anche a chi non ha mai usato un telescopio.
Sauna: gettata al ginepro e neve fresca
Rituale delle diciannove con ghiaccio al mugo, olio di ginepro e asciugamano roteante, seguito dal tuffo nella neve appena caduta sulla terrazza esterna. Tre giri completi, per chi regge.
San Martino: oca, castagne e vino nuovo
Il piatto che segna il calendario contadino: oca arrosto con crauti e castagne, preceduta da zuppa d'orzo e chiusa con la torta di grano saraceno. Si beve il vino dell'annata appena fatta.
Ritiro d'autunno: sei giorni di silenzio, respiro e acqua
Sveglia alle sei, due pratiche di respiro al giorno, trattamenti quotidiani e pasti vegetali consumati senza parlare. Camminate nei boschi spogli e telefoni consegnati all'arrivo.
Le prime tracce sulla neve fresca
Dopo la prima nevicata il bosco si legge come una pagina: volpe, lepre variabile, capriolo, scoiattolo e forse una martora. Tre ore con le ciaspole, se servono, e un naturalista paziente.
Jazz in Stube: il trio del Bar Cristallo
Standard degli anni Trenta suonati senza amplificazione davanti a trenta persone al massimo, accanto alla stufa in maiolica. Cocktail all'abete e grappe d'annata per accompagnare.
Accensione dell'albero: vin brulé e cori in terrazza
L'abete del cortile si accende alle diciotto in punto mentre il coro parrocchiale canta dal basso. Vin brulé speziato, cioccolata per i bambini e i primi biscotti usciti dalla cucina.
Mercatino d'Avvento nel cortile dell'hotel
Dodici casette di legno con artigiani della valle: intaglio, feltro, candele di cera d'api, formaggi e conserve. Cucina all'aperto con canederli e strudel, cori e banda a rotazione.
Immacolata: biscotti allo zenzero e lettere a Babbo Natale
Formine, glassa colorata e un pasticciere molto paziente. Ogni bambino decora una dozzina di biscotti, poi si scrivono le lettere e si imbucano nella cassetta rossa del cortile.
Champagne e ostriche nella cantina di roccia
Quattro Champagne di piccoli vignaioli e trenta ostriche aperte al momento, a 1.480 metri e a undici gradi di roccia. Anna Weissteiner spiega dosaggi, terreni e perché l'abbinamento funziona.
Santa Lucia: la notte più lunga e i suoi racconti
Qui i doni li porta Lucia con il suo asinello, e c'è ancora chi lascia il fieno sul davanzale. Due anziane del paese raccontano com'era, fra candele accese, zelten e vino caldo.
Le Geminidi in coda: lo sciame più generoso dell'anno
Il massimo è passato da due giorni ma l'attività resta alta e le meteore sono lente e colorate. Sdraio riscaldate, coperte, brodo d'orzo e un astronomo che conta insieme al pubblico.
Concerto dell'Avvento: coro di voci bianche
Trenta bambini della valle cantano in italiano, ladino e tedesco, chiudendo a luci spente con Stille Nacht. Cinquanta minuti, e alla fine cioccolata calda per tutti in terrazza.
Solstizio d'inverno: fiaccolata e brindisi
Trecento fiaccole risalgono il pendio nella notte più lunga dell'anno, guidate dai maestri di sci. All'arrivo brindisi in terrazza e poche righe lette ad alta voce sul ritorno della luce.
La Vigilia in Stube 1892: le sette portate magre
Il menù di magro della tradizione alpina riscritto da Ferrandi: trota affumicata, minestra d'orzo, baccalà mantecato, verdure d'inverno e zelten. Si finisce in tempo per la messa di mezzanotte.
Santo Stefano: slittino e cioccolata calda
Due chilometri e mezzo di discesa su slitte di legno, risalita in seggiovia, quante volte si vuole. A metà pomeriggio cioccolata densa e krapfen appena fritti nel rifugio a bordo pista.
Sciata al chiaro di luna con cena in rifugio
Discesa sulla pista chiusa al pubblico, illuminata dalla luna e da poche torce, con due maestri in apertura e in chiusura. Cena al rifugio di metà pista e rientro in gatto delle nevi.
Capodanno lungo: dalla neve al brindisi di San Silvestro
Cinque giorni di programma continuo: sciate guidate ogni mattina, degustazioni in cantina, due serate all'osservatorio, la cena di gala del 31 dicembre e il brunch di Capodanno con l'arpa.
Il programma può subire variazioni per ragioni meteorologiche o organizzative, in particolare per le attività all'aperto e per le osservazioni astronomiche. Le date confermate vengono comunicate agli ospiti la sera precedente con il turndown.

Programmate il soggiorno su un evento.
Diteci quale vi interessa e vi indichiamo le notti migliori per esserci, con la disponibilità aggiornata.